Tuesday, December 01, 2009

Aiutatemi a non essere banale

Warning: So che di solito scrivo con abbondante, esagerato uso di ironia e sarcasmo, ma questa volta no.

Aiutatemi, please.

Un mio carissimo amico, oggi, m'ha ripreso perche` ho interpretato a suo dire in maniera semplicistica, come una svolta razzista e xenofoba, dettata principalmente da paura, l'esito di uno dei quesiti referendari in Svizzera, che come risultato, ottiene una modifica della Costituzione alla voce Stato e Chiesa, atta ad impedire l'edificazione di altri minareti (ne esistono ben 4 in tutta la Svizzera) sul territorio confederale (minareti, non: moschee).

A me piace capire le cose, non sono per i giudizi superficiali ed il fatto che la quarelle sia nata su Facebook forse spiega parte del fraintendimento, non essendo proprio il media adatto ad analisi approfondite e lunghi discorsi, bensi` ti porta ad esprimerti con motti e sentenze lapidarie.

Per questo chiedo aiuto.
Io penso che che se passa col 57% (non tutti gli svizzeri, lo so, ma una grossa parte) un quesito appoggiato da gente che si fa propaganda con manifesti come questo


- dove i minareti vengono graficamente paragonati a missili - ci sia di che inquietarsi, tanto per cominciare.
In secondo luogo, non capisco come una mozione che vieta - non: regola, vieta la costruzioni di torri possa avere qualche altro senso se non l'essere dettata da paura. Soprattutto alla luce del fatto che nei giornali che ho trovato, la principale argomentazione dei fautori del Si consisteva nel fatto che i minareti sarebbero una sorta di "rivendicazione di potere politico-religiosa", con conseguente perdita dell'identita` nazionale (e qui devo ammettere che ho ironizzato pesantemente sull'identita` nazionale svizzera, con allusioni a banche, soldi, mercenari - peraltro, il secondo quesito, non passato, era per una limitazione dell'esportazione di materiale bellico).

Chiedo aiuto perche` ho paura di esser diventato supponente, di aver perso qualche passaggio ed aver acquisito il giudizio facile, tipico di chi e` almeno in buona parte razzista ed uso al pregiudizio.

Quindi, se avete materiale, link, opinioni, esperienze, per aiutarmi ad avere una visione piu` completa, anche antitetica alla mia, siete invitati a contribuire.

14 comments:

Anja said...

Mah quassù ho letto un paio di articoli su le monde http://www.lemonde.fr/societe/article/2009/12/01/en-france-les-difficultes-autour-de-la-construction-de-mosquees-sont-essentiellement-d-ordre-financier_1274506_3224.html#ens_id=1273733 mi pare di aver capito che qua su 2000 mil amoschee di minareti ce ne sono meno di dieci perchè i regolamenti comunali non permettono di costruire torri, e nemmeno campanili cattolici e perchè di solito chi vuole costruire non ha abbastanza soldi per tirar su una torre e preferisce fare cose più utili alla comunità, tipo centri sociali o bibilioteche (insomma non c'è nemmeno la richiesta di costruirli). Insomma mi pare che il giudizio sia che il rferendum suisse è visto come una cosa inutile e gratuita e che peggiora solo le situazioni: poi certo le pen ci sta marciando sopra, ma secondo me qua non attacca molto, spero

Baol said...

Non voglio entrare nella questione ma credo che la paura sia una componente forte nella scelta che è stata fatta; una paura cavalcata appositamente, secondo me.

MarKino said...

@ anja & baol: infatti, io non mi capacito. magari ho frainteso, ma a me sembra che l'interpretazione di quel risultato politico sia abbastanza semplice: la maggior parte degli svizzeri ha espresso la loro paura di fronte ad una cultura che secondo loro li minaccia. hanno dato una risposta emotiva. in maniera analoga all'impennata di voti presi dalla lega alle precedenti politiche. tutto qua.

Anonymous said...

Ma che anima candida!
A Anima candida vedi che Actually significa realmente e non attualmente! L'inglese studiarlo pare brutto?

MarKino said...

Caro Anonimo, se ti riferisci a ciò che è scritto nel mi profilo, lascia che ti dica che l'inglese penso di conoscerlo quel tanto che basta per sapere cosa significhi actually: il testo tra parentesi, infatti, va preso come una ulteriore specifica qualitativa del mio Master Degree, non una collocazione temporale.

Se non sei d'accordo con quello che scrivo, fai tre cose:

1) evita gli sfottò e le ripicche;
2) contro-argomenta;
3) firmati, fatti riconoscere.

Finora non ho mai bannato nessuno che esprimesse un' opinione, non comincerò con te.

nonsisamai said...

(ma che antipatico questo "anonimo"!)

comunque io non ho capito principalmente una cosa: che senso aveva fare un referendum per 4 minareti in tutto il paese?

anche qui se ne sta parlando tantissimo, c'e' stata molta sorpresa considerando la storia di tolleranza del paese e il fatto che la convivenza con i mussulmani non ha mai causato nessuna tensione sociale. io la penso piu' o meno come te, non riesco a trovare nessun'altra spiegazione.

Stefano Novati said...

Chiedi esperienze che possano aiutarti a capire la situazione. La riporto anche qui. Non è paura, perchè anche vietare è un regolare, è una scelta del popolo.

Situazione A. Italia.
Ore 8.50 circa, stazione FS Como San Giovanni, oggi.
"È in arrivo il treno 45367 Cisalpino provieniente da Milano, destinazione Zurigo".
Si aprono le porte, il freddo è criminale, il volto scoperto soffre i graffi della brezza che scende copiosa dal Monte Croce. Una coppia di anziani fa per scendere dal treno, lei, carica di bagagli e pacchetti, lui, con un bastone bianco e gli occhi persi nel vuoto ma con un sorriso contagioso.
"Mi scusi Signor Controllore, come facciamo ad andare dall'altra parte? Esiste un'ascensore per cortesia?" fa la Signora al responsabile del treno.
"Eh purtroppo no Signora, siamo a Como, esiste un montacarichi per i disabili se vuole, però solo sulle scale, comunque io devo andare che il treno è già in ritardo, non è di mia responsabilità".
I due signori, con gran dignità, in silenzio voltano le spalle al treno e si dirigono verso le scale. Due simpatici giovanotti comaschi si affiancano e si offrono di portare le due valigie e i vari pacchettini regalo. I sorrisi e le gentilezze si sprecano, anche questa è andata.

Situazione B. Svizzera.
Ore 9.00 circa, stazione SBB CFF FFS Chiasso, oggi.
Scendo allegramente dal treno rinfrancato dall'esempio di quei due ragazzi che hanno dato una mano alla vecchia e simpatica coppia. Ecco che subito, nel sottopassaggio, mi imbatto in due signori delle Ferrovie Svizzere, con cravatta di ordinanza rosso blu, carichi di bagagli nelle mani seguiti da una famigliola altrettanto simpatica, di colore, musulmana (la madre non aveva il velo, di più) e sorridente. L'orsuto capo stazione ticinese, tra i baffi e la barba grigia, con un ampio sorriso che sprizzava gratuità da tutti i pori, fa: "Ghe pensi mi", caricandosi la grossa borsa sulle spalle e salendo le scale.

MarKino said...

qualche setimana fa, Philippe D'Averio ha dedicato una puntatat intera alla Svizzera, partendo da una casa di teosofisti (non mi ricordo l'ubicazione)che ha ospitato i più grandi anarchici e rivoluzionari di fine 800 e primi del 900 (Bakunin, Trotsky in fuga da Stalin), intervistando il Console Svizzero a Milano, che collocava storicamente molte scelte culturali della Confederazione.
Ne emergeva il quadro di uno Stato (non: Nazione, per ammissione del Console stesso) essenzialmente individualista (termine usato sempre dal Console Svizzero), con tutte le sfumature ed implicazioni possibili, nel bene e nel male.

In tutto questo, continuo a ritenere che un divieto totale sia una regolamentazione un po' estrema.
Mi ricorda i discorsi che sentivo a Sarajevo nel '98, quando, durante la ricostruzione finanziata principalmente dagli occidentali, i mussulmani (maggiornanza religiosa a sarajevo) si lamentavano di come i campanili cristiani sorgessero come funghi ove prima c'erano minareti ... avevano ragione anche loro allora? o no?

Marco said...

Buonasera Markino.

Personalmente non ritengo che valutare il voto svizzero come un segnale di paura renda giustizia alla volontà dei nostri vicini. Abito in queste zone da sempre (oltre 40 anni) e la tolleranza (o intolleranza) svizzera non è certamente migliore nè peggiore di quella italiana o francese o spagnola. La paura qui c'entra ben poco; più che altro si tratta di rendersi conto di una situazione che ormai non richiede più la gestione di un rapporto interculturale a senso unico, bensì la necessità di integrare realmente due o più culture reciprocamente ed anche a distanza.
In un periodo storico in cui la crisi (non solo economica) colpisce maggiormente chi ieri viveva nel ceto medio (medio-basso di più e medio-alto comunque, anche se meno evidente) della società e che rappresenta la stragrande maggioranza della popolazione l'esigenza di avere il rispetto che chi ci sta di fronte pretende da noi diventa una necessità, a ragione (per me) o a torto (e non capisco come lo possa essere).
Qui non si tratta di stabilire chi ha subito più o meno torti causa guerre o interferenze politiche più o meno pesanti, bensì di scendere al nostro livello (persone normali avulse dal contesto politico-m ilitare ed inserite in quello sociale e pratico a tutti gli effetti).
In definitiva: nei paesi musulmani è quasi (quasi) impossibile praticare altri culti ed in molti di essi c'è punizione penale (o corporale, in casi estremi la pena di morte) e la banale contestazione ormai onnipresente in tutto il mondo occidentale è sempre la stessa: noi siamo popoli democratici e non dobbiamo comportarci nello stesso modo!
Si è vero, peccato che la democrazia non è solo quella di permettere agli altri di ottenere ciò che vogliono, ma anche la capacità di accettare le decisioni della maggiornaza senza contestare, manifestare, condannare, minacciare.
Insomma: in un paese islamico non posso costruire una chiesa, rcitare una messa, tenere in vista la bibbia (parlo per esperienza "quasi" diretta, non per esagerazioni dialettiche riportate) e il tutto è spiegabile e accettabile in una cultura estremista o rigida millenaria, quasi fosse doveroso a parte nostra non solo acettarlo ma anche condividerlo. In un paese cristiano o laico la non accettazione (legalmente rilevata) di una proposta che nulla ha a che fare con le nostre tradizioni è sintomo di paura, mancanza di democrazia, inciviltà, intoleranza?

Non credo. Io esprimo democraticamente la mia volontà e rispetto l'esito finale del voto con i suoi effetti e le sue conseguenze.

E' troppo chiedere che lo facciano gli altri senza polemiche? E perchè se ritengo opportuno che non si costruiscano minareti in svizzera così come non si costruiscono chiese in arabia saudita devo per forza essere un cittadino che ha paura? Magari mi piace solo che la democrazia ed il rispetto della persona (non della religione, della persona) sia semplicemente e banalmente reciproco.

grazie e saluti a tutti

MarKino said...

grazie della risposta, Marco.
Apprezzo il tuo contributo, che mi aiuta a chiarire un punto di vista che, tuttavia, continuo a non condividere (in particolare l'equivalenza minareto=mancanza di rispetto).
Permettimi poi di sottolineare un concetto: democrazia non vuol dire essere tutti d'accordo, vuol dire prendere atto delle decisioni prese (a maggioranza) e rispettarle, ma questo non implica che non si possa continuare a dissentire e lavorare affinché le cose cambino ...

Marco said...

"Io esprimo democraticamente la mia volontà e rispetto l'esito finale del voto con i suoi effetti e le sue conseguenze."

Come vedi è quanto ho espresso nel mio commento di prima; e, se non sbaglio, è quanto espresso da te nella precisazione.

Inoltre Minareto = mancanza di rispetto non è l'altro concetto che ho voluto comunicare:

minareto in occidente = chiesa in oriente alias rispetto reciproco;

minareto in occidente e divieto di chiesa (o anche solo di preghiera) in oriente non è solo mancanza di rispetto ma disprezzo per l'altrui religione e netta manifestazione di superiorità nei confronti degli altri (anche a livello personale): io posso tutto a casa tua, tu non puoi alcunché a casa mia e pure a casa tua. Quindi tu DEVI accettare la mia volontà e al contempo non hai nemmeno la possibilità di esprimere la tua, repressa a priori ed a prescindere.

Poi ci si può girare intorno come si vuole, fare i perbenisti e volemosi tutti bbene, ma di fatto chi pretende il pane ma non condivide la pietanza non è certo rispettoso e altruista a mio modo di vedere.

Ciao a presto

Marco said...

Buongiorno, Markino e tutti gli altri; torno solo per una piccola aggiunta.

Oggi ho visto la notizia di un pakistano bruciato vivo perchè non ha accettato di convertirsi all'islam. La moglie aveva denunciato alla polizia le minacce che negli ultimi tempi avevano ricevuto e la donna, per aver fatto questo, è stata violentata ripetutamente davanti ai tre figli.

Lo so: un caso non significa nulla, non si può fare di tutta l'erba un fascio ecc.

Bene: una volta nella vita sarebbe bello se noi, invece di limitarci a pensare questo, mettessimo ogni volta un pallino o una crocetta da qualche parte e, dopo un pò di tempo, andassimo a vedere quante crocette abbiamo messo; solo allora, magari, dovremmo pronunciarci su caso isolato o meno.

Un'altra cosa: qualcuno mi dice (caso singolo o raro o unico a parte) se è a conoscenza di qualche cristiano che ha cercato di convincere un islamico a convertirsi e quindi, al suo rifiuto, ha fatto un bel rogo col tizio vivo restio alla conversione, magari dopo aver stuprato in gruppo la moglie davanti ai figli?

Un'ultima cosa, velocissima: due conoscenti hanno lavorato in pakistan per oltre 9 anni. Il marito aveva posto da dirigente in una multinazionale e godeva di posizione privilegiata ed anche di un pò di protezione visto che, senza clamori, in qualche modo si cercava di avere il favore delle autorità locali. Bè, i servi (mi scuso ma è così che li chiamano lì) ogni santo giorno per i primi due mesi hanno preso la loro bibbia che stava sul comodino del letto e l'anno chiusa in un cassetto interno dell'armadio. Chiuso a chiave quello l'hanno messa in uno scaffale chiuso dello sgabuzzino e chiuso anch quello gliel'hanno fatta sparire. La moglie ha ripetutamente incassato minacce perchè prima di cena e prima di andare a letto pronunciava qualche preghiera cristiana (servi spia!) e l'autista che la portava a fare la spesa non l'ha mai portata ai mercati cittadini dove avrebbe voluto andare, nonostante le insistenze, costretta invece al supermercato ad uso e consumo di chi decidevano i pakistani del luogo. Al marito è stato detto più volte che lei doveva stare tranquilla perchè loro non erano a casa loro e non potevano nemmeno parlare senza il permesso!

Ora: dissentire su un referundum, che democraticmente ha permesso una decisione legittima, è possibile e ci mancherebbe.

Dissentire su tali barbarie è possibile e consentito? Oppure questi si possono definire esclusivamente usi e costumi locali e quindi accettare che valgano anche per i forestieri? Se si potrebbe essere anche il contrario senza con ciò offendere qualcuno, o sbaglio? A maggioranza non vogliamo altri (altri, non nessun) minareti: perchè dev'essere paura? I pakistani che impediscono a una donna occidentale anche solo di parlare al di fuori di casa sua lo fanno per paura?? Non credo. E bruciano un tizio che non si converte per paura di cosa, esattamente?

Era solo per preciare meglio il mio concetto.

Grazie e ciao a tutti

MarKino said...

Marco, mi stai dicendo che impedire la costruzione di minareti in Svizzera (perche` e` attorno a questo problema, che girano gli interrogativi del post) e` un modo per promuovere il rispetto dei diritti umani (liberta` di pensiero, di religione, uguaglianza di fronte alla legge, etc.), che vengono negati in molti paesi a maggioranza musulmana?
Come se i musulmani che vivono in Svizzera fossero in qualche modo responsabili per quello che accade in Pakistan, in Arabia Saudita, in Sudan?

E poi: tu promuovi e ti ribelli, per esempio, alle violazioni sulla liberta religiosa diminuendola tu stesso?

No, scusa, con il massimo rispetto, ma il tuo punto mi e` vieppiu` chiaro e continuo a non condividerlo.

Marco said...

Io penso questo Markino:
“Marco, mi stai dicendo che impedire la costruzione di minareti in Svizzera (perche` e` attorno a questo problema, che girano gli interrogativi del post) e` un modo per promuovere il rispetto dei diritti umani (liberta` di pensiero, di religione, uguaglianza di fronte alla legge, etc.), che vengono negati in molti paesi a maggioranza musulmana?”
Lo stai dicendo tu, io ho postato situazioni reali di mia conoscenza a titolo informativo ed esclusivamente per provare a capire perché ci si dovrebbe scandalizzare se non tutto il mondo pensa che alcune culture o religioni abbiano un senso totalmente sbagliato del rispetto della vita umana. O vuoi forse dirmi che nel momento in cui un musulmano varca il confine di un paese occidentale non la pensa più come gli è stato insegnato, su tali argomenti? E se il minareto, per me e altri a quanto vedo, fosse simbolo di una religione che troppo spesso promulga tale mancanza di rispetto della vita umana in generale verso altri religiosi (e non solo) che male ci sarebbe a dare un voto sfavorevole? La libertà di pensiero oltre che di voto è parte integrante di una democrazia, non sintomo di paura collettiva.
Tu hai detto, se non sbaglio, che era per paura, probabilmente, che il voto aveva avuto quell’esito. Io ti sto semplicemente dicendo di no, sicuramente non per la stragrande maggioranza a mio parere. Inoltre non cerco di promuovere i diritti umani con il divieto di costruire minareti, ma se il mio voto è dato per far si che qualcuno capisca che certi modi di comportarsi non sono adatti alla nostra cultura e/o religione non vedo quale sia il problema. A meno che qualcuno mi dica che il minareto come la moschea non sono simboli religiosi, di quella religione che non solo permette certi scempi ma talvolta li perpetra anche.

“Come se i musulmani che vivono in Svizzera fossero in qualche modo responsabili per quello che accade in Pakistan, in Arabia Saudita, in Sudan?”
Esattamente quanto ho precisato per evitare questi discorsi: non si può fare di tutta l’erba un fascio, ma santoiddio, nemmeno sempre tirare fuori sta storia della pecora nera!

“E poi: tu promuovi e ti ribelli, per esempio, alle violazioni sulla liberta religiosa diminuendola tu stesso?”
Quale sarebbe il mio modo di diminuirlo? Secondo te, oggi, i musulmani (o altri) nei paesi occidentali non godono della libertà religiosa? Proprio no? Impedire la costruzione di altri minareti (altri.. ho precisato prima) significa diminuire la libertà religiosa di queste persone?

“No, scusa, con il massimo rispetto, ma il tuo punto mi e` vieppiu` chiaro e continuo a non condividerlo.”
Il bello è proprio questo in democrazia: dissentire si può, tu del mio pensiero e io del tuo:
“e qui devo ammettere che ho ironizzato pesantemente sull'identita` nazionale svizzera…”

E qui io dissento.

Ciao e grazie