Saturday, December 03, 2011

Le Cattive Compagnie

Lo scorso week end l'ho passato con amici storici a Berlino, ospite di uno di loro.
La sintesi del week end potrebbe ben essere espressa dal commento del padrone di casa, domenica pomeriggio, sul divano (in hangover, cercando di riprendersi prima di andare a giocare a basket):
meno male che non abitiamo tutti nella stessa citta`, altrimenti non sopravviveremmo due mesi ...

In effetti, quando son in compagnia di 'sta gente (sara` che ormai ci si vede di rado e quando lo si fa bisogna festeggiare), la situazione sfugge sempre un po' di mano ...
Questa volta per esempio una serata iniziata come "stasera ho invitato 3 o 4 persone a casa oltre a noi, ci beviamo un mojito e poi vediamo" finisce che un mojito diventa svariati mojitos (e vodka, e rum e ... boh ...) ed il tutto termina in una discussione alcoolica collettiva sui Massimi Sistemi fino alle sei di mattina; e mentre io ed un altro sopravvissuto accompagniamo alla S-Bahn una ragazzina 21enne col fisico di Tinkerbell (sia mai che sbattiamo la creaturina fuori di casa mezza sbronza alle sei di mattina), in risposta alla domanda: "ma non hai paura a girare per strade buie con Cattive Compagnie come noi due?" questa ci minaccia col con un coltello che estrae dalla giacca, cosi`, tanto per provare che comunque non avrebbe avuto bisogno di essere scortata perche' e` in grado difendersi (vai a fare il gentiluomo, vai) ...

Ne avevo bisogno.




Saturday, September 24, 2011

Breaking the Law

Giornate come quella di ieri mi ricordano perché io abbia scelto questo lavoro.

Se anche saltasse fuori l'errore, o se nessun altro esperimento riuscisse a confermare il risultato di OPERA, resterebbe comunque un giorno emozionante, in cui si è vista la Scienza in azione: i massimi esperti che si riuniscono per parlare di un risultato potenzialmente rivoluzionario, senza preconcetti o ansia di apparire  - pura ansia di conoscere.


Sunday, August 21, 2011

Cose Amburghesi a Caso


Dopo quasi tre mesi di permanenza in questa città-stato (e già la prima cosa ve l'ho detta: Hamburg è una città-stato: fa molto medioevo, neh?), sparerò una lista di informazioni assolutamente arbitrarie ed inattendibili, ma che mi pare d'aver colto riguardo la mia nuova residenza.

Amburgo è piatta. Nel senso che il rilevo più alto che abbia mai visto qua nei paraggi è il marcapiede.
Questo fatto ha una prima importante conseguenza: è piena di ciclisti. Arroganti, spericolati, procedono indifferentemente sulle piste ciclabili o sul marciapiede e costituiscono, a mio avviso, per un pedone, un rischio maggiore rispetto alle autovetture: quando attraverso la strada mi gurado con circospezione a destra e sinistra non per scorgere eventuali macchine in arrivo (già so che rallenteranno e freneranno), ma perché, passando la pista ciclabile a bordo marciapiede, temo di essere investito da un ciclista che si limiterà a scampanellare.
La seconda conseguenza, unita al fatto di distare un centinaio di km dal Mare del Nord e più o meno lo stesso dal Mar Baltico è che, cazzo, piove in continuazione. E se non piove è nuvoloso. Ogni tanto si riesce a scorgere una palla luminosa in cielo che dicono essere il sole (tipicamente in un giorno infrasettimanale, quando sei bloccato a lavoro).

Ad Amburgo non credo esista un piatto tipico; la cosa più tipica che m'han detto essere il currywurst - ossia, proprio quello, un wurst cotto, tagliato a pezzi, cosparso di una sorta di ketchup e spoverato abbondantemente di curry.
Anche a birra siam messi maluccio: a parte le solite marche commerciali, la prodzione locale si limita a la Holsten, niente di che. Mi dicono esistere un sorta di birrificio artigianale che produce addirittura una pils ed una weiss, ma non ci ho ancora messo piede per verificare.

Le lingue selezionabili in una SIM tedesca sono: Tedesco, Inglese, Francese e Turco che qua ad Amburgo pare sian più o meno il 20% degli abitanti.

La birra è l'equivalente di una bibita: gente di ogni ceto, dal vagabondo al tizio in giacca e cravatta, se la stappa con nonchalance per strada, in metro, sul bus - è come bere una cocacola.

Ecco, un minimo sindacale di lunghezza del post l'ho archiviato, quindi per ora la pianto qua. Tchuss!




Tuesday, May 31, 2011

leaving

Ché con tanti blog di espatriati che seguo, un pochettino devo esser stato contagiato ... e allora niente, oggi carico il mio bagaglio su un aereo ed espatrio anch'io, ma siccome sono un principiante in materia, per ora resto in questo continente e mi trasferisco ad Amburgo per un po' ...

Monday, April 18, 2011

Epicondilo Omerale.

Sapete cos'è ? Fino a ieri non lo sapevo nemmeno io.
Si tratta di della parte terminale dell' omero (l'osso), a forma un po' di funghetto, che con ulna e radio forma l'articolazione del gomito ed alla quale son attaccati i muscoli dell'avambraccio.

Ecco, se ieri avessi avuto dieci anni e/o dieci chili di meno, probabilmente non me lo sarei rotto, e avrei felicemente continuato ad ignorarne l'esistenza.

Tuesday, March 15, 2011

Noi credevamo



Le vite di Domenico, Angelo e Salvatore, e la loro lotta per l'Italia unita: partendo dal loro comune giuramento di fedeltà alla Giovine Italia nei primi anni trenta, i loro perscorsi si separano e si reintrecciano nel corso di più di trent'anni, attraversando le vicende che portano all'unificazione politica dell'Italia.

Noi credevamo è tanta roba. Racconta il germogliare dell'Italia unita ("nata su radici malate, ma finalmente unita", per usare le parole della Contessa di Belgiojoso), tenendo però i Grandi Eventi da Libro di Storia a margine della narrazione, praticamente senza mai portarli sullo schermo: tutto quello che avviene passa invece attraverso il "filtro" dei tre umanissimi protagonisti, in queso modo evidenziando e potenziando a beneficio dello spettatore (non senza una certa teatralità, ma ci sta) le contraddizioni di queste vicende, come se ogni scena fosse un'allegoria del momento storico in cui è calata (esemplificative le scene delle riunioni in prigione, dalle quali sono esclusi i contadini - "ma cosa volete che ne capiscano, loro?").
Di più. Mantenendo la metafora dell'albero, guardando al "germoglio", intuiamo l'origine dei "fiori" e "frutti" a venire: le parole esaltate dei mazziniani in alcuni punti evocano le confessioni di ex-BR o di ex-NAR, il trasformismo di Crispi che da mazziniano si scopre poi garibaldino ed infine monarchico è vicenda dei nostri giorni, giornalisti ultraconservatori con un passato da sovversivi(1) e così via(2) ...
Il film dura parecchio (quasi tre ore), ma l'interpretazioine brillante e coinvolgente (anche perché, come detto, si tratta l'aspetto umano delle vicende) aiutano a far passare questo film non facile.

(1) ruolo, guarda un po' il caso, interpretato da Luca Barbareschi

(2) E oltre ancora: impossibile non fare un parallelo tra gli italiani che in giro per Francia ed Inghilterra organizzano attentati a capi di stato (Napoleone III) e la situazione mondiale odierna: della serie "quando i pericolosi terroristi eravamo noi"