Tuesday, September 04, 2007

russia report

Sono in Russia da sabato mattina. Alle 5. Sì perchè il mio volo è stato ritardato prima perchè l'equipaggio era bloccato in un ingorgo a Milano, poi perchè lo Sheremetyevo, l'aereoporto internazionale di Mosca, non ci avrebbe consentito l'atterraggio alle 3 di notte. Alle due sì. Alle 5 sì. Alle 3 no. Conclusione: notte sveglio e sabato mattina passato principalmente a dormire.
Pigramente mi alzo verso mezzogiorno (le dieci in Italia) e dico: mi faccio un giro in centro.
Solo trovare la metro, dal mio albergo, è una piccola impresa; e qui abbiamo la prima considerazione sulla Russia: nessuno sembra capace di parlare inglese. Nessuno. Qualche ragazzo, se sei fortunato, ne mastica sufficientemente da riuscire ad intendersi non solo a gesti. Dico: a gesti. Ogni volta che volevo qualcosa, dovevo gesticolare.
Dice: ma almeno ti sei fatto un giro per la Piazza Rossa.
Dico: no.
Perchè, signore e signori, il primo di settembre è il Compleanno di Mosca e quindi:
il centro storico è tutto arbitrariamente diviso in zone separate da transenne, al cui ingresso dei poliziotti ti fanno passare attraverso un metal detector e ti controllano le borse;
è tutto pieno di stand tipo carnevale/sagra paesana, con dei palchi orribili che ti coprono ogni monumento (la Piazza Rossa, peraltro, era inaccessibile del tutto, Dio sa perchè).
Però i negozi son bene aperti e qui scopri un'altra cosa:
che qua impazziscono per qualunque cosa che sembri vagamente italiana; perchè a parte i negozi di Gucci e Dolce&Gabbana, ci sono un sacco di altri posti che vendono sedicenti firme italiane (da me mai sentite, ma sono ignorante in questioni di moda) ... ed i russi se le comprano... io personalmente ho visto un ragazzo russo vestito con: felpa della A.S. Roma, jeans di Ferrè, scarpe con una bandiera italiana come logo (?)...
e qua scopro un' altra questione: che hanno un gusto per l'apparire, per l'ostentazione, che noi non abbiamo: se possono comprarsi l'abito bello, se lo comprano, chissenefrega di risparmiare...
Rientro in albergo col mal di testa, perchè ho sottovalutato la freddazza russa... aspirina, Grande Lebowski, nanna.
Il giorno dopo, treno locale per Dubna. Una lentezza esasperante. Due ore e mezza per fare 120 km. In compenso passa per dei luoghi che alcuni sono paesaggisticamente molto belli... ma che molti rivelano una faccia della Russia che lascia quel groppo di nonsoche... c'è un sacco di gente poverissima. Me ne ero già accorto nella grande città. La scena tipica è vedere viaggiare un SUV affiancato da una LADA rugginosa di vent'anni fa... o forse più... contrasti che fanno impressione.
Arrivo a Dubna... mi ricorda posti come Grosseto Marittima, Varese Marittima, Vattelapesca Marittima... fatto di villettine residenziali, a distanza regolamentare, su strade a pianta a scacchiera... solo, tutto molto più povero... per farvi capire, ecco l'impressione che ho avuto entrando nella mia stanza d'albergo a Dubna: qua siamo fermi al 1958... sembra che da allora non abbiano mai cambiato arredamento....
Comunque: primo giorno di convegno. Talk. Ultimo speaker. Veloce come un razzo, e perchè c'han tutti le palle piene e perchè nel convertire il mio file da OpenOffice a Power Point ho perso le animazioni...una sola domanda, da Oleg, il mio correlatore... me la sono cavicchiata....

2 comments:

Baol said...

Insomma, un'impressione contrastante della Russia....certo probabilmente se il viaggio fosse stato migliore e non fossi arrivato proprio il giorno del compleanno di Mosca, magari avresti visto anche di più :)
quanto al viaggio in treno, beh, in realtà sei andato alla stessa velocità dei treni delle Ferrovie del Sud Est che prendiamo noi qui in puglia...anzi, sei andato più veloce, visto che ci mettono più di mess'ora per fare 18 km O_o
Ciaoooooo

M@rcello;-) said...

i, ma raccontaci un po' della vodka e del caviale!!! ;)